{"id":958,"date":"2024-02-18T15:29:56","date_gmt":"2024-02-18T14:29:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=958"},"modified":"2024-02-18T15:29:57","modified_gmt":"2024-02-18T14:29:57","slug":"distanza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=958","title":{"rendered":"Distanza"},"content":{"rendered":"\n<p>Guardare non \u00e8 semplicemente vedere perch\u00e9 il nostro sguardo crea l\u2019immagine del mondo. Quest\u2019immagine si produce con un vaglio, una selezione di tutti gli impulsi che riceviamo, con un\u2019organizzazione degli stimoli, lo sguardo insomma \u00e8 uno strumento per fare ordine nel caos, per porre una misura, una gerarchia, una distanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea di uno sguardo capace di porre una distanza, \u00e8 presente negli scritti di Aby Warburg (storico dell\u2019arte di capitale importanza, che incontreremo ancora), gi\u00e0 nei primi anni Venti del secolo scorso. Scrive Michele Cometa: \u00abTutta l\u2019argomentazione degli appunti del 1923 \u00e8 sorretta da un\u2019idea che non solo accompagna Warburg sin dalle prime riflessioni ma che \u00e8 ancora oggi alla base dell\u2019antropologia filosofica: l\u2019idea che l\u2019<em>Homo sapiens<\/em> \u00e8 l\u2019animale che sa e deve porre una \u201cdistanza\u201d tra s\u00e9 e il mondo. Questo porre uno iato tra il pensiero e l\u2019azione, tra l\u2019emozione e la reazione, tra l\u2019io e il mondo, \u00e8 la sua vera <em>chance<\/em> di sopravvivenza. [\u2026] Porre una distanza tra s\u00e9 e il mondo \u00e8 non solo lo strumento primario dell\u2019adattamento e della sopravvivenza \u2013 come Warburg sa dal confronto con Darwin \u2013 ma sta alla base della creazione del segno (verbale e visuale) che \u00e8 ci\u00f2 che caratterizza unicamente l\u2019Homo sapiens. Quando Warburg scrive che l\u2019uomo \u00e8 \u201cun animale manipolatore, la cui attivit\u00e0 consiste nello stabilire connessioni e separazioni\u201d allude proprio alla capacit\u00e0 di porre delle distanze tra l\u2019io e il non-io. [\u2026] Per questo per Warburg l\u2019esperienza delle immagini \u00e8 connessa evolutivamente con lo sviluppo della tecnologia e dei media (la manipolazione di strumenti come caratteristica dell\u2019Homo sapiens), e con la necessit\u00e0 biologica dell\u2019esonero dall\u2019oppressione del reale, attraverso pratiche di distanziazione del soggetto dall\u2019oggetto, nonch\u00e9 la costruzione di una \u201cfisiologia della memoria\u201d che possa spiegare la trasmissione delle immagini attraverso spazi temporali vastissimi. Si tratta, come \u00e8 facile intuire, di questioni che permeano la cultura visuale odierna e per altro la riproiettano su un piano che oggi viene implementato dalle ricerche delle neuroscienze e delle scienze cognitive\u00bb<sup>1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se lo sguardo pone una distanza tra noi e il mondo, permettendoci cos\u00ec di agire e di comprendere il mondo, le immagini sono lo strumento principale con cui compiamo questa operazione di organizzazione e quindi di pensiero. Produrre immagini significa pensare. Non \u00e8 un caso che molte delle esperienze pi\u00f9 importanti dell\u2019arte del Novecento abbiano avuto come punto di innesco proprio la necessit\u00e0 di produrre pensieri sulle immagini, piuttosto che immagini, e per questo la storia di queste esperienze \u00e8 molto interessante per chi produce immagini \u2013 quali che esse siano.<\/p>\n\n\n\n<p>[N]<\/p>\n\n\n\n<p>1 Michele Cometa, <em>Cultura visuale. Una genealogia<\/em>. Raffaello Cortina, Milano, 2020.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;pp. 70-72<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guardare non \u00e8 semplicemente vedere perch\u00e9 il nostro sguardo crea l\u2019immagine del mondo. Quest\u2019immagine si produce con un vaglio, una selezione di tutti gli impulsi che riceviamo, con un\u2019organizzazione degli stimoli, lo sguardo insomma \u00e8 uno strumento per fare ordine nel caos, per porre una misura, una gerarchia, una distanza.&nbsp; L\u2019idea di uno sguardo capace [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/958"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=958"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/958\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":959,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/958\/revisions\/959"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=958"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=958"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=958"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}