{"id":917,"date":"2024-02-05T21:42:57","date_gmt":"2024-02-05T20:42:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=917"},"modified":"2024-02-05T21:42:58","modified_gmt":"2024-02-05T20:42:58","slug":"decoro-postmoderno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=917","title":{"rendered":"Decoro postmoderno"},"content":{"rendered":"\n<p>Scrive Nicolas Bourriaud: \u00abSfrondare, epurare, eliminare, sottrarre, far ritorno al principio primo: tale fu il denominatore comune di tutte le avanguardie del XX secolo. [&#8230;] Tornare al punto di partenza per ricominciare dall\u2019inizio e fondare un nuovo linguaggio sgombro dalle scorie. Alan Badiou paragona questa passione per la \u201csottrazione\u201d a un lavoro di epurazione, senza obliterare le sinistre connotazioni politiche del termine: nel modernismo, scrive, si manifesta sempre una \u201cpassione del cominciamento\u201d cio\u00e8 la necessit\u00e0 di fare il vuoto, tabula rasa come condizione preliminare di un discorso che inaugura e getta i semi dell\u2019avvenire: la radice\u00bb<sup>1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>La passione del cominciamento del modernismo novecentesco ha avuto come primo risultato quello di epurare ogni motivo ornamentale. Dopo la fine della guerra fredda, nel generale ridispiegamento della cultura occidentale verso posizioni definite postmoderne, in cui a venire meno \u00e8 prima di tutto la fiducia nella forza positiva del progresso, cio\u00e8 la meta-narrazione che ha innervato tutta la modernit\u00e0, il decorativo \u00e8 tornato a mostrarsi nei linguaggi dell\u2019arte e della creativit\u00e0. Un ritorno avvenuto proprio in virt\u00f9 dell\u2019antiradicalit\u00e0 del decorativo, del suo essere efflorescente, superficiale e contagioso, del suo opporsi in ogni modo alla sottrazione e alla tabula rasa. Il postmoderno \u00e8 cos\u00ec il tempo in cui i segni possono crescere in modo incontrollato e intrecciarsi e interagire e proliferare in forme impossibili nel recente passato modernista. Un\u2019esplosione che cresce con l\u2019intrecciarsi dei media vecchi e nuovi su scala mondiale, con la sempre maggiore circolazione di cose, capitali e persone imposta dalla globalizzazione: il traffico \u2013 di informazioni, immagini, denaro, merci e popoli \u2013 \u00e8 la vera cifra del nostro presente postmoderno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa fine del modernismo \u2013 scrive ancora Bourriaud \u2013 coincide cos\u00ec con la tacita accettazione dell\u2019ingorgo come modo di vita tra le cose\u00bb<sup>2<\/sup>. In questo ingorgo globale e permanente la funzione di mediazione del decorativo torna ad assumere un nuovo rilievo. Allo stesso modo, secondo Bourriaud, molta arte contemporanea ha la funzione di fornire forme di traduzione fra diversi contesti<sup>3<\/sup>. Mediazione e traduzione indicano in fondo lo stesso principio in cui, nella forma espressiva, a prevalere non \u00e8 la ricerca della forma originale, radicalmente nuova, quanto piuttosto l\u2019incontro e l\u2019integrazione di elementi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco allora riapparire, all\u2019alba del nostro presente postmoderno, quelle figure dell\u2019alterit\u00e0 che la tradizione antidecorativa moderna aveva espunto e marginalizzato. A partire dai tardi anni Settanta e lungo tutto il decennio successivo, grazie ai cultural studies, si sono trovati nuovi motivi d\u2019interesse in tutti quei linguaggi eccentrici e differenziali \u2013 popolari, subalterni, extraeuropei \u2013 che lungo il Novecento hanno proliferato ai margini del discorso culturale. Sono quelle alterit\u00e0 indicate da Jaques Soulillou che sono state la controparte della cultura moderna razionale e, contrapposte al soggetto maschile, bianco e occidentale, ne hanno confermano l\u2019identit\u00e0. In questo quadro, sull\u2019onda delle culture jamming<sup>4<\/sup>, all\u2019alba del nuovo millennio si colloca anche l\u2019emersione del fenomeno underground dei graffiti e quindi l\u2019esplosione della street art, espressioni di una creativit\u00e0 urbana fuori dal controllo della cultura \u201cufficiale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Detto questo, malgrado la sostanziale caduta delle ragioni che hanno sostenuto la scomunica modernista del decorativo, il sospetto verso le forme ornamentali \u00e8 ancora largamente presente nell\u2019estetica contemporanea, specialmente nella cultura del progetto (anche grafico) dove \u00e8 ancora largamente preminente la componente razionalista e funzionalista.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ornamento oggi si trova ampiamente declinato nell\u2019arte contemporanea e in tutte quelle componenti della creativit\u00e0 ancora ostinatamente assegnate \u2013 in una sopravvivenza dei pregiudizi ottocenteschi \u2013 alla creativit\u00e0 femminile: bricolage e abbigliamento, arredamento d\u2019interni; \u00e8 tollerato \u2013 ma spesso non compreso \u2013 in quelle forme estetiche che arrivano dalle culture extraeuropee, ancora una volta, una sopravvivenza dei pregiudizi ottocenteschi; allo stesso modo, \u00e8 dato per scontato nei linguaggi popolari e nella cos\u00ec detta cultura d\u2019intrattenimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Riaffiorano cos\u00ec, sebbene in modo contraddittorio, nel presente postcoloniale e globalizzato, tendenze antimoderne, eccentriche e differenziali che reintegrano nel discorso culturale e artistico quegli elementi che la modernit\u00e0 razionalista aveva espunto o messo a tacere: le figure periferiche della donna, del primitivo e del proletario alle quali era associato l\u2019ornamento. Un\u2019emancipazione avvenuta assieme alla caduta di una rigida distinzione tra cultura alta e bassa, accademica e popolare, di ricerca e commerciale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per sintetizzare, possiamo affermare che la dimensione ornamentale vive nel presente postmoderno una situazione ambigua: solo in parte reintegrata nel discorso culturale, \u00e8 spesso guardata con sospetto. Vi \u00e8 per\u00f2 un campo in cui il decorativo ha invece elaborato una nuova cultura prendendo il sopravvento su ogni componente razionalista, uno spazio dinamico ed espressivo in cui la decorazione ha riformulato la propria funzione di mediazione, uno luogo in cui germoglia tutta la paradossale carica creativa \u2013 dissolutoria e insieme aggregatrice \u2013 che arriva direttamente dalla stagione dadaista. Questo spazio \u00e8 quello della strada.<\/p>\n\n\n\n<p>[N]<\/p>\n\n\n\n<p>1 Nicolas Bourriaud, <em>Il radicante<\/em>. Traduzione di Marco Enrico Giacomelli. Postmediabooks, Milano, 2014. p. 45&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>2 <em>Ivi<\/em>, p. 49<\/p>\n\n\n\n<p>3 <em>Ivi<\/em>, p. 52. Su questo punto vedi il libro di Cinzia Pagani, <em>L\u2019ornamento non \u00e8 + un delitto. Spunti di riflessione sulla decorazione contemporanea<\/em>. Franco Angeli, Milano, 2018, in cui si precisano i termini del ritorno al gusto ornamentale nel nostro presente in architettura e nel design e, per estensione, in tutta la cultura del progetto e nella creativit\u00e0 in genere.<\/p>\n\n\n\n<p>4 Da Wikipedia, l\u2019enciclopedia libera: \u00abIl culture jamming, traducibile in italiano con \u201csabotaggio culturale\u201d o \u201cinterferenza culturale\u201d, \u00e8 una pratica contemporanea che mira alla contestazione dell&#8217;invasivit\u00e0 dei messaggi pubblicitari veicolati dai mass media nella costruzione dell&#8217;immaginario della mente umana\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrive Nicolas Bourriaud: \u00abSfrondare, epurare, eliminare, sottrarre, far ritorno al principio primo: tale fu il denominatore comune di tutte le avanguardie del XX secolo. [&#8230;] Tornare al punto di partenza per ricominciare dall\u2019inizio e fondare un nuovo linguaggio sgombro dalle scorie. Alan Badiou paragona questa passione per la \u201csottrazione\u201d a un lavoro di epurazione, senza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/917"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=917"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/917\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":918,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/917\/revisions\/918"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=917"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=917"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=917"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}