{"id":913,"date":"2024-02-05T21:39:25","date_gmt":"2024-02-05T20:39:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=913"},"modified":"2024-02-05T21:39:27","modified_gmt":"2024-02-05T20:39:27","slug":"dadameme","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=913","title":{"rendered":"Dadameme"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel tentativo di tracciare una storia degli elementi visivi costitutivi della rete, a proposito di meme, Valentina Tanni scrive: \u00abPartendo dai primi oggetti virali emersi alla fine degli anni Novanta e arrivando alle espressioni memetiche contemporanee, \u00e8 possibile tracciare una storia evolutiva assai complessa, che va di pari passo con il profondo cambiamento di internet stessa e dei suoi rapporti con la societ\u00e0 e la politica. Da un iniziale approccio leggero e ludico, infuso di ironia semplice e costruito su schemi piuttosto rigidi, si \u00e8 gradualmente passati alla produzione di immagini sempre pi\u00f9 articolate, autoreferenziali e stratificate\u00bb. Tanni evidenzia \u00abalcuni aspetti interessanti della relazione profonda che il mondo dei meme intrattiene con le espressioni artistiche del mondo moderno e contemporaneo, affrontando aspetti fondamentali come l\u2019appropriazionismo, il remix, il gusto per l\u2019assurdo e il paradosso, l\u2019intento sovversivo e la vittoria schiacciante del contenuto sulla forma. [\u2026] Il non-senso, la stratificazione estrema dei significati, l\u2019utilizzo di immagini bizzarre e un\u2019incongruenza voluta tra le foto e i testi che le accompagnano sono tutti sintomi di una <em>reazione collettiva e diffusa<\/em> a quello che viene percepito come un generale collasso di valori. A tornare alla memoria sono i dadaisti che, in piena Prima guerra mondiale, davano vita a performance surreali costruendo oggetti inutili sullo sfondo dell\u2019Europa in fiamme, dichiarando l\u2019impossibilit\u00e0 di produrre senso di fronte all\u2019assurdit\u00e0 della violenza elevata a sistema\u00bb<sup>1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli elementi linguistici elencati dall\u2019autrice \u2013 appropriazionismo e remix (cio\u00e8 prelievo e processo), non-senso e dissociazione logica tra parola e immagine, gusto per il paradosso (cio\u00e8 lo humor nero) \u2013, che sono lo \u201cstile\u201d del web hanno espliciti riferimenti al Dadaismo e al Surrealismo nella sua fase aurorale. Il tragitto che questi elementi hanno compiuto attraverso un secolo di storia Europea \u00e8 piuttosto semplice da tracciare: le prime violente e anti-ideologiche esperienze dadaiste, nate, come precisa Tanni, in un clima di rifiuto radicale delle forme culturali e politiche vigenti, si travasano nella pi\u00f9 elaborata strategia rivoluzionaria dei surrealisti; quindi attraversano gli anni Sessanta e Settanta diventando il linguaggio dei movimenti controculturali (dai Provos ai Situazionisti); diventano l\u2019alfabeto dell\u2019underground degli anni Ottanta e Novanta (punk, ravers e cyberpunk) e dilagano come linguaggio condiviso grazie al web e alle tecnologie digitali.<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo inoltre evidenziare che in tutte queste diverse fasi della cultura occidentale, la forma-collage dadaista \u00e8 stata utilizzata per destrutturare il linguaggio dominate o, detto altrimenti, per sottrarsi al dominio del linguaggio imposto dal potere, sia esso politico, economico, culturale o religioso. La sovversione estetica \u00e8 sempre stata anche sovversione sociale. Tuttavia, il mondo del web \u00e8 estremamente complesso, a ratti oscuro e certamente paradossale \u00abAl centro della riflessione \u2013 nota ancora Tanni \u2013 viene messo il tema dello humor come risorsa politica, sottolinenando anche come il non-sense, dispositivo su cui lo humor spesso si appoggia, sia un elemento destabilizzante per l\u2019ordine sociale, sovvertendo il concetto stesso della <em>realt\u00e0 accettabile come tale. <\/em>[\u2026] La malleabilit\u00e0 dei meme mostra qui il suo lato pi\u00f9 controverso: la loro capacit\u00e0 di replicarsi, mutare e velocemente attecchire nell\u2019immaginario collettivo pu\u00f2 trasformarli in un pericoloso veicolo di propaganda \u2013 un nuovo genere di propaganda che sembra convergere verso un unico obiettivo: persuadere le persone dell\u2019impossibilit\u00e0 di individuare la verit\u00e0, di isolare e provare i fatti, disorientandole in un gioco di specchi dal quale \u00e8 impossibile uscire. L\u2019universo delle infinite versioni \u00e8 dopotutto formato dai resti di un\u2019<em>esplosione nucleare dell\u2019immagine<\/em>, un deflagrazione che ha fatto saltare in aria i pochi punti di vista conosciuti per generarne milioni senza nome, che continuano a diffondersi come schegge impazzite. La complessit\u00e0 del linguaggio memetico contemporaneo, la sua oscurit\u00e0 e il suo carattere autoreferenziale non sono altro che un tentativo di combattere il <em>caos progettato<\/em> con una confusione anarchica e senza regole; e se nei casi migliori il risultato \u00e8 un nuovo genere di espressivit\u00e0 visiva e linguistica, in quelli peggiori \u00e8 una confusione pronta a farsi veicolo di atteggiamenti distruttivi e antisociali\u00bb<sup>2<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>[N]<\/p>\n\n\n\n<p>1 Valentina Tanni, <em>Memestetica. Il settembre eterno dell\u2019arte<\/em>. Nero, Roma, 2021. pp. 81-82-83<\/p>\n\n\n\n<p>2 <em>Ivi<\/em>, pp. 87-88<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel tentativo di tracciare una storia degli elementi visivi costitutivi della rete, a proposito di meme, Valentina Tanni scrive: \u00abPartendo dai primi oggetti virali emersi alla fine degli anni Novanta e arrivando alle espressioni memetiche contemporanee, \u00e8 possibile tracciare una storia evolutiva assai complessa, che va di pari passo con il profondo cambiamento di internet [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/913"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=913"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/913\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":914,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/913\/revisions\/914"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=913"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=913"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=913"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}