{"id":901,"date":"2024-02-01T10:43:32","date_gmt":"2024-02-01T09:43:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=901"},"modified":"2024-02-01T10:46:08","modified_gmt":"2024-02-01T09:46:08","slug":"il-vuoto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=901","title":{"rendered":"Il Vuoto"},"content":{"rendered":"\n<p>Nell\u2019aprile del 1958 Yves Klein apre a Parigi la sua celebre mostra <em>Le vide<\/em>, il vuoto, nel suo diario annota: \u00abPrevista per otto giorni, la mostra deve essere prolungata per un\u2019altra settimana. Ogni giorno, pi\u00f9 di 200 visitatori precipitano nell\u2019interno del secolo. L\u2019esperienza umana \u00e8 di una vasta e quasi indescrivibile portata.&nbsp;Alcuni non possono entrare, come&nbsp;fossero impediti da un muro invisibile.&nbsp;Uno dei visitatori grida a me un giorno dalla porta, \u201cCi torner\u00f2 quando questo vuoto sar\u00e0 pieno\u2026\u201d Rispondo: \u201cquando sar\u00e0 pieno, non sar\u00e0 in grado d\u2019entrare\u201d Spesso le persone restano dentro per ore senza dire una parola, e alcuni tremano o cominciano a piangere\u00bb<sup>1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno di una cultura materialista, votata alla pienezza e alla presenza, Klein scopre \u201cl\u2019assenza come possibilit\u00e0\u201d. All\u2019alba della rivoluzione informatica, in omologia con la crescente ma ancora impercepita smaterializzazione della realt\u00e0 in flussi di dati, emissioni di energia, trasmissioni di informazioni l\u2019opera dell\u2019artista rende manifesto il prossimo orizzonte della cultura occidentale: \u201ci visitatori precipitano nell\u2019interno del secolo\u201d e quest\u2019interno \u00e8 vuoto. Ed \u00e8 un vuoto, diversamente dal nero abissale che che arriva dalla tradizione visiva occidentale, bianco, abbacinate, privo di profondit\u00e0. Dagli anni Novanta il web rende questo vuoto luminoso \u2013 l\u2019assenza della presenza \u2013 un\u2019esperienza quotidiana per milioni di internauti: Google lo esibisce ogni volta che accediamo alla sua interfaccia.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno della pi\u00f9 generale ridefinizione del sapere, del pensiero e dell\u2019estetica che il filosofo Jean-Francois Lyotard ha definito \u201cpostmoderna\u201d, la cultura occidentale fa i conti la \u201ccrisi epistemologica\u201d prodotta dalla crescente e sempre pi\u00f9 veloce diffusione dei computer che cambia, dagli anni Settanta a ogni livello, il modo di fare industria, scienza, comunicazione ecc. Dall\u2019inizio degli anni Ottanta grazie a nuove e pi\u00f9 economiche tecnologie e a nuovi modelli sociali abbiamo assistito a un\u2019esplosione straordinaria che ha decentralizzato la produzione, la diffusione e il consumo dei contenuti. La realt\u00e0 insomma viene innondata di immagini di nuovo tipo e, apparentemente, sembra dissolversi in esse.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1981 il filosofo francese Jean Baudrillard pubblica \u201cSimulacri e simulazioni\u201d, un testo diventato, nel bene e nel male, uno snodo centrale del pensiero dell\u2019epoca, Wikipedia lo riassume cos\u00ec: \u00abIl Simulacro non \u00e8 ci\u00f2 che nasconde la verit\u00e0, esso \u00e8 la verit\u00e0 che nasconde il niente. [\u2026] Baudrillard afferma che la societ\u00e0 attuale ha sostituto il significato della realt\u00e0 con Simboli e Segni e che l\u2019esperienza umana \u00e8 una simulazione della realt\u00e0. I simulacri a cui Baudrillard fa riferimento sono i significati e il simbolismo della cultura e dei media che costruiscono la realt\u00e0 percepita, la comprensione acquisita con cui le nostre vite e le nostre esistenze sono rese leggibili\u00bb. Pi\u00f9 semplicemente, la societ\u00e0 occidentale comincia a percepire ampie zone di vuoto materiale, la realt\u00e0, per come la intende Baudrillard, \u00e8 sostituita da inediti luoghi \u201cimmateriali\u201d in cui utenti e consumatori cominciano a fare esperienze di nuovo tipo: per alcuni queste zone di vuoto rappresentano un problema, tanto filosofico quanto esperienziale (e \u201cprecipitano nell\u2019interno del secolo\u201d); per altri invece, queste ampie zone di vuoto rappresentano una possibilit\u00e0, un nuovo spazio in cui \u00e8 possibile una inedita produzione di senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne \u00e8 un esempio, apparentemente banale ma (per me) pregnante, la seminale trasmissione televisiva \u201cMister Fantasy\u201d in onda tra il 1981 e il 1982. Condotto da Carlo Massarini, \u201cMister Fantasy\u201d propone video musicali, la scenografia dello studio \u00e8 sostituita da un grande schermo bianco in cui il presentatore sembra galleggiare privo di peso (proprio come Yves Kline vent\u2019anni prima), alle sue spalle appaiono delle proiezioni ma monitor, arredi, microfoni, tutto \u00e8 scomparso, evaporato, dissolto in simulacri \u2013 Massarini salutava il pubblico dicendo \u201cBenvenuti dell\u2019iper-spazio\u201d, che \u00e8 un altro modo per dire nel \u201cnon-spazio\u201d, nello spazio virtuale, nel vuoto. Negli stessi anni, ai margini della letteratura di fantascienza e del pensiero pi\u00f9 \u201cradicale\u201d, prende piede il Cyberpunk<sup>2<\/sup>: un genere letterario e cinematografico in cui questa reimmaginazione del mondo \u00e8 centrale. Come cambiano i concetti di tempo, spazio, identit\u00e0, relazioni, politica ecc. nel mondo in veloce via di smaterializzazione che si profila all\u2019orizzonte, interamente dominato dalla tecnologia, dall\u2019informatica e dall\u2019ipercapitalismo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1999 il film Matrix riassume tutte queste intuizioni diventando un fenomeno planetario e questi temi entrano nella cultura popolare e nell\u2019immaginario collettivo. Nel momento centrale del film, in cui Morpheus svela a Neo la qual\u2019\u00e8 la struttura della \u201crealta\u201d, torna l\u2019immagine del vuoto cos\u00ec come l\u2019aveva sperimentato \u201cpoeticamente\u201d Yves Kline: i due personaggi galleggiano su di uno spazio bianco senza profondit\u00e0 e peso, senza direzione relativa e ovviamente senza verit\u00e0 e storia possibile, tutto ci\u00f2 che si conosceva e si credeva reale si rivela una simulazione, comprese le stesse identit\u00e0 dei personaggi (le sorelle Wachowski ammettono di essersi ispirate, tra l\u2019altro, alla teoria dei simulacri di Baudrillard e anzi ne fanno un riferimento esplicito in una scena del film \u2013 il filosofo era stato chiamato a collaborare alla sceneggiatura ma aveva rifiutato, il lieto fine del film non si accordava con il suo pensiero apocalittico).<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, questo sfondo bianco, immateriale, privo profondit\u00e0 e vuoto di senso non rappresenta per noi n\u00e9 una possibilit\u00e0, come per Kline negli anni Sessanta n\u00e9 un problema, come per Baudrillard negli Ottanta, ne facciamo esperienza quotidiana ogni volta che compiamo una delle nostre \u201cesperienze d\u2019acquisto\u201d in uno dei milioni di siti internet sparsi nella rete. Il vuoto in cui galleggiano gli oggetti che trasciniamo nel carrello, quell\u2019\u201desperienza umana di una vasta e quasi indescrivibile portata\u201d \u00e8 diventato un fatto banale. Eppure, se guardato con un po\u2019 di attenzione quello sfondo bianco in cui galleggiano senza peso corpi e oggetti che difiniscono buona parte il nostro orizzonte materiale continua a interrogare la nostra immaginazione. Domanda: oggi quel vuoto offre \u201cancora\u201d la possibilit\u00e0 di reimmaginazione <em>radicale<\/em> del mondo?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Yves-Klein-Le-Vide-II.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-902\" width=\"600\" height=\"428\" srcset=\"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Yves-Klein-Le-Vide-II.jpeg 800w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Yves-Klein-Le-Vide-II-300x214.jpeg 300w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Yves-Klein-Le-Vide-II-768x547.jpeg 768w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Yves-Klein-Le-Vide-II-690x492.jpeg 690w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Kline, Le vide. Immagine trovata.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/mister-f.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-903\" width=\"470\" height=\"265\" srcset=\"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/mister-f.jpg 710w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/mister-f-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/mister-f-690x389.jpg 690w\" sizes=\"(max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mister Fantasy. Immagine trovata.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Struttura-2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-904\" width=\"452\" height=\"282\" srcset=\"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Struttura-2.jpeg 321w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Struttura-2-300x187.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Matrix. &#8220;Struttura&#8221;. Immagine trovata.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Schermata-2022-12-13-alle-11.40.40-1024x567.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-905\" width=\"535\" height=\"296\" srcset=\"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Schermata-2022-12-13-alle-11.40.40-1024x567.png 1024w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Schermata-2022-12-13-alle-11.40.40-300x166.png 300w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Schermata-2022-12-13-alle-11.40.40-768x425.png 768w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Schermata-2022-12-13-alle-11.40.40-1536x851.png 1536w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Schermata-2022-12-13-alle-11.40.40-2048x1134.png 2048w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Schermata-2022-12-13-alle-11.40.40-690x382.png 690w, http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Schermata-2022-12-13-alle-11.40.40-980x543.png 980w\" sizes=\"(max-width: 535px) 100vw, 535px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aggiungi al carrello. Immagine trovata.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>[N]<\/p>\n\n\n\n<p>1 <a href=\"http:\/\/nouveaurealisme.weebly.com\/yves-klein-il-vuoto.html\">nouveaurealisme.weebly.com\/yves-klein-il-vuoto.html<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>2 Per una storia del Cyberpunk vedi, Antonio Caronia, Domenico Gallo, <em>Houdini e Faust. Breve storia del Cyberpunk<\/em>. Baldini&amp;Castoldi, Milano, 1997.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019aprile del 1958 Yves Klein apre a Parigi la sua celebre mostra Le vide, il vuoto, nel suo diario annota: \u00abPrevista per otto giorni, la mostra deve essere prolungata per un\u2019altra settimana. Ogni giorno, pi\u00f9 di 200 visitatori precipitano nell\u2019interno del secolo. 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