{"id":888,"date":"2024-02-01T09:54:31","date_gmt":"2024-02-01T08:54:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=888"},"modified":"2024-02-01T09:54:32","modified_gmt":"2024-02-01T08:54:32","slug":"collezione-come-arte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=888","title":{"rendered":"Collezione come arte"},"content":{"rendered":"\n<p>Prelevare e montare elementi eterogenei \u2013 siano oggetti, immagini, parole, suoni, comportamenti o citazioni \u2013 per metterli in risonanza reciproca significa instaurare un dialogo con quelle forme pre-moderne di relazione con il mondo incentrate sull\u2019attivit\u00e0 ancestrale della collezione. La pratica creativa contemporanea non si risolve mai nella forma di un unico oggetto, anzi si esprime piuttosto nella costante creazione di nessi, link e relazioni tra gli oggetti, soggetti e segni. Se l\u2019opera d\u2019arte non \u00e8 pi\u00f9 un oggetto finito e compiuto in se stesso siamo costretti a dare una nuova risposta alla solita domanda: che cos\u2019\u00e8 un\u2019opera d\u2019arte? Rispondendo a questa domanda possiamo, per estensione, comprendere come funziona ogni attivit\u00e0 creativa nel nostro presente postmoderno.<\/p>\n\n\n\n<p>Per cercare questa risposta ci affidiamo alle parole di Boris Groys: \u00abLa risposta che le pratiche artistiche contemporanee offrono in merito a questo argomento \u00e8 semplice: l\u2019opera d\u2019arte \u00e8 un oggetto esposto. L\u2019oggetto non esposto non \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte. [&#8230;] L\u2019unit\u00e0 elementare dell\u2019arte oggi non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019opera d\u2019arte in quanto oggetto, ma uno spazio dell\u2019arte in cui sono esposti alcuni oggetti, lo spazio di una mostra, di un\u2019installazione. L\u2019arte odierna non \u00e8 la somma di cose particolari ma la topologia di cose particolari. L\u2019installazione stabilisce quindi una forma d\u2019arte estremamente vorace che assimila tutte le altre forme d\u2019arte tradizionali: pittura, disegno, fotografia, testi, ready-made, film e registrazioni. Tutti questi oggetti vengono organizzati da un artista o da un curatore, secondo un ordine che \u00e8 totalmente privato, personale e soggettivo. Cos\u00ec, l\u2019artista o il curatore hanno la possibilit\u00e0 di mostrare pubblicamente il proprio privato, la loro strategia di selezione dominante\u00bb<sup>1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per semplificare: un\u2019installazione, con cui un artista mette in pratica la propria \u00abstrategia di selezione dominante\u00bb presenta gli stessi caratteri che deve avere una collezione secondo la definizione data da Pomian. Gli oggetti, o le immagini o i suoni, prelevati e compresi in una installazione sono \u00abmantenuti temporaneamente o definitivamente fuori dal circuito delle attivit\u00e0 economiche\u00bb: l\u2019orinatoio di Duchamp, archetipo di ogni prelievo, presenta innanzitutto questo tratto, \u00e8 un oggetto che ha smesso di funzionare, non \u00e8 pi\u00f9 un utensile ma \u00e8 un semioforo, importante per il suo significato. Gli oggetti devono essere \u00absoggetti a una protezione speciale in un luogo chiuso sistemato a tale scopo\u00bb: una galleria, un museo, una rivista, un evento \u2013 cio\u00e8 la cornice istituzionale, lo spazio dell\u2019arte di cui parla Groys, entro cui una installazione pu\u00f2 darsi come forma d\u2019arte, come discorso e non come semplice accozzaglia di cose. E infine, gli oggetti prelevati, selezionati devono essere \u00abesposti allo sguardo del pubblico\u00bb che per comprenderli deve mettere in moto proprio quel meccanismo intertestuale necessario per l\u00e8ggere ogni collezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pubblico deve quindi interagire con una installazione \u2013 ma anche con quadro contemporaneo che, secondo Boris Groys \u00e8 \u00abuna installazione ridotta a una singola immagine\u00bb attraverso un lavoro di montaggio o, per dirla con Benjamin, dovr\u00e0 \u00abassumere il principio del montaggio nella storia. Erigere, insomma, le grandi costruzioni sulla base di minuscoli elementi costruttivi ritagliati con nettezza e precisione. Scoprire, anzi, nell\u2019analisi del piccolo momento particolare il cristallo dell\u2019accadere totale. [&#8230;] Cogliere la costruzione della storia in quanto tale nella struttura del commentario. [&#8230;] Non \u00e8 che il passato getti la sua luce sul presente o il presente la sua luce sul passato, ma immagine \u00e8 ci\u00f2 in cui quel che \u00e8 stato si unisce fulmineamente con l\u2019adesso in una costellazione. In altre parole: immagine \u00e8 la dialettica in posizione di arresto\u00bb<sup>2<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Se all\u2019artista dunque \u00e8 assegnato il compito di produrre delle forme allo spettatore \u00e8 sempre assegnata la responsabilit\u00e0 di metterle in movimento innescando un meccanismo intertestuale, di riempirle di significato e di esperienza perch\u00e9 il senso di ogni opera non \u00e8 intrinseco, gi\u00e0 definito, dato ma deve essere ogni volta creato nell\u2019esperienza che dell\u2019opera si fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Su questi presupposti \u2013 montaggio, dialettica, relazione \u2013 si fondano le collezioni, gli atlanti, le raccolte, i repertori di cui \u00e8 ricca l\u2019arte contemporanea, possiamo affermare che molti artisti sono oggi, a tutti gli effetti, dei collezionisti e che la collezione \u00e8, come ha scritto, Elio Grazioli, una forma d\u2019arte<sup>3<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>[N]<\/p>\n\n\n\n<p>1 Boris Groys, <em>Art Power<\/em>. Traduzione di Anna Simone. Postmediabooks, Milano, 2012. p.106<\/p>\n\n\n\n<p>2 Benjamin: \u00abLa prima cosa di questo cammino sar\u00e0 assumere il principio del montaggio nella storia. Erigere, insomma, le grandi costruzioni sulla base di minuscoli elementi costruttivi ritagliati con nettezza e precisione. Scoprire, anzi, nell\u2019analisi del piccolo momento particolare il cristallo dell\u2019accadere totale. Rompere, dunque, con il volgare naturalismo storico. Cogliere la costruzione della storia in quanto tale nella struttura del commentario. [&#8230;] Non \u00e8 che il passato getti la sua luce sul presente o il presente la sua luce sul passato, ma immagine \u00e8 ci\u00f2 in cui quel che \u00e8 stato si unisce fulmineamente con l\u2019adesso in una costellazione. In altre parole: immagine \u00e8 la dialettica in posizione di arresto\u00bb. Walter Benjamin, <em>Sul concetto di storia<\/em>. Traduzione di Gianfranco Bonola e Michele Ranchetti. Einaudi, Torino, 1997. p. 116<\/p>\n\n\n\n<p>3 Elio Grazioli,<em> La collezione come forma d\u2019arte<\/em>. Johan &amp; Levi Editore, Milano, 2012.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prelevare e montare elementi eterogenei \u2013 siano oggetti, immagini, parole, suoni, comportamenti o citazioni \u2013 per metterli in risonanza reciproca significa instaurare un dialogo con quelle forme pre-moderne di relazione con il mondo incentrate sull\u2019attivit\u00e0 ancestrale della collezione. 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