{"id":858,"date":"2024-01-31T21:43:25","date_gmt":"2024-01-31T20:43:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=858"},"modified":"2024-01-31T21:43:27","modified_gmt":"2024-01-31T20:43:27","slug":"camp","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=858","title":{"rendered":"Camp"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abA differenza del kitsch il camp pu\u00f2 essere identificato, per quanto possano valere queste formule approssimative, come \u201ccattivo gusto consapevole\u201d, \u201cbuon gusto del cattivo gusto\u201d o, in riferimento, al kitsch come \u201ckitsch redento\u201d, \u201csublimazione del kitsch\u201d: laddove il kitsch non pone una distanza tra le proprie intenzioni e i propri risultati, il camp elabora una messa in scena del cattivo gusto unendo compiacimento e ironia, un\u2019operazione di dichiarata manipolazione\u00bb<sup>1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il camp \u00e8 quindi la ripresa e l\u2019elaborazione estetica consapevole di una pratica inconsapevole, all\u2019adesione acritica alle forme prodotte dalla \u201cmacchina del kitsch\u201d corrisponde un\u2019appropriazione e una rilettura sofisticata di quelle stesse forme. Avviene uno spostamento di qualit\u00e0 e soprattutto di contesto, per sintetizzare: dalle bancarelle stipate di paccottiglia alla boutique, dall\u2019anonimato alla griffe (sia Dolce&amp;Gabbana o Jeff Koons). Il camp quindi esiste in questi continui spostamenti di contesto e di senso, nelle metamorfosi, spesso incontrollate, delle estetiche operati nell\u2019ambito della cultura popolare, per questo motivo \u00e8 davvero difficile operare distinzioni nette.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto spesso gli oggetti rimangono invariati, eppure risultano trasformati: i pantaloni di leopardo restano pantaloni di leopardo, eppure il modo, il contesto, lo stile generale di chi li indossa ne determina la qualit\u00e0. Il camp \u00e8 forse allora definibile pi\u00f9 come una modalit\u00e0 di comportamento, un atteggiamento. Un atteggiamento ben sintetizzato da Patrick Maur\u00eces nel suo \u201cSecondo manifesto camp\u201d: \u00ab\u2026il camp mette tutto tra virgolette. Non una lampada, ma una \u201clampada\u201d; un una donna ma una \u201cdonna\u201d, ecc.\u00bb<sup>2<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Due annotazioni: il camp si pone quindi come un\u2019operazione di presa di distanza consapevole dal kitsch, una distanza che \u00e8 molto spesso, ancora una volta, un giudizio: il camp \u00e8 sostanzialmente l\u2019attivit\u00e0 di un\u2019\u00e9lite culturale che adotta (giudicando) modelli estetici e insieme pratiche di vita considerati \u201cinferiori\u201d, operando una specie di \u201celevazione\u201d, attraverso uno spostamento che \u00e8 di senso, di contesto e soprattutto di valore economico: il vero fattore discriminante.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda annotazione di carattere pi\u00f9 generale: per questa \u201coperazione di dichiarata manipolazione\u201d nel contesto dei segni \u2013 quali che siano questi \u201csegni\u201d \u2013 \u00e8 necessaria una presa di distanza, una decodificazione e un\u2019elaborazione concettuale che consenta una nuova struttura di \u201csenso\u201d, in altre parole: un montaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>[N]<\/p>\n\n\n\n<p>1 Andrea Mecacci, <em>Il Kitsch<\/em>. Il Mulino, Bologna, 2014. pp. 135-136<\/p>\n\n\n\n<p>2 Riga 27 <em>PopCamp<\/em>. A cura di Fabio Cleto. Marcos Y Marcos, Milano, 2008. Volume secondo. p. 396<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abA differenza del kitsch il camp pu\u00f2 essere identificato, per quanto possano valere queste formule approssimative, come \u201ccattivo gusto consapevole\u201d, \u201cbuon gusto del cattivo gusto\u201d o, in riferimento, al kitsch come \u201ckitsch redento\u201d, \u201csublimazione del kitsch\u201d: laddove il kitsch non pone una distanza tra le proprie intenzioni e i propri risultati, il camp elabora una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/858"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=858"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":859,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/858\/revisions\/859"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}