{"id":845,"date":"2024-01-31T21:34:37","date_gmt":"2024-01-31T20:34:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=845"},"modified":"2024-01-31T21:34:38","modified_gmt":"2024-01-31T20:34:38","slug":"darwin-bricoleur","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=845","title":{"rendered":"Darwin bricoleur"},"content":{"rendered":"\n<p>Uno dei portati maggiori della teoria evoluzionistica moderna \u00e8 che la vita, come la conoscenza, non si sviluppi seguendo un progetto lineare, modellato su una forma arborescente (radici teoriche, fusto progettuale, chioma costruttiva&#8230;). Il biologo francese Fran\u00e7ois Jacob, Nobel nel 1965, nel celebre libro <em>Evoluzione e bricolage<\/em> riprendendo la distinzione tra progetto e bricolage di L\u00e9vi-Strauss scrive: \u00abL\u2019evoluzione si comporta come un bricoleur che nel corso di milioni e milioni di anni rimaneggiasse lentamente la sua opera, ritoccandola continuamente, tagliando da una parte, allungando da un\u2019altra, cogliendo tutte le occasioni per modificare le vecchie strutture in vista di nuove funzioni\u00bb<sup>1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Darwin stesso, nel formulare la sua teoria dell\u2019evoluzione ha cercato di superare il tradizionale modello arborescente (che ha origini ancestrali: l\u2019albero della conoscenza da cui Eva ha colto la mela&#8230;) adottando schemi concettuali e anche grafici che rimandano al corallo, cio\u00e8 un tipo di modello aperto e orizzontale. \u00abGli schizzi di Darwin \u2013 scrive Horst Bredekamp \u2013 rivestono un significato difficilmente sovrastimabile dal punto di vista della storia della scienza e della civilt\u00e0, perch\u00e9 leggono per la prima volta i tradizionali modelli dell\u2019albero della vita e dell\u2019albero della natura non come un progetto dato, ma come un processo che si sviluppa nel tempo. La rottura che questo procedimento introduce rispetto alla storia della creazione secondo l\u2019Antico Testamento, \u00e8 paragonabile alla destituzione copernicana della Terra come centro dell\u2019universo\u00bb<sup>2<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019adozione del modello corallino per la descrizione visiva della teoria dell\u2019evoluzione implica l\u2019adozione di un modello concettuale completamente diverso, che parla non di un progetto dato ma di un processo che si sviluppa nel tempo durante il quale si colgono tutte le occasioni per modificare le vecchie strutture in vista di nuove funzioni in cui la centralit\u00e0 cede il passo alla localit\u00e0, l\u2019unit\u00e0 progettuale alla molteplicit\u00e0, la fissit\u00e0 al dinamismo, la rigidit\u00e0 alla flessibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In breve, un modello che si pu\u00f2 descrivere come rizomatico.<\/p>\n\n\n\n<p>[N]<\/p>\n\n\n\n<p>1 Fran\u00e7ois Jacob, <em>Evoluzione e bricolage. Gli espedienti della selezione naturale.<\/em> Traduzione di Daniela Garavini. Einaudi, Torino, 1978. p.18<\/p>\n\n\n\n<p>2 Horst Bredekamp, <em>I coralli di Darwin. I primi modelli evolutivi e la tradizione della storia naturale<\/em>. Traduzione di Adamira Moschettini. Bollati Boringhieri, Torino, 2006. p.31<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei portati maggiori della teoria evoluzionistica moderna \u00e8 che la vita, come la conoscenza, non si sviluppi seguendo un progetto lineare, modellato su una forma arborescente (radici teoriche, fusto progettuale, chioma costruttiva&#8230;). 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