{"id":1171,"date":"2025-02-22T09:01:50","date_gmt":"2025-02-22T08:01:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=1171"},"modified":"2025-02-22T09:01:51","modified_gmt":"2025-02-22T08:01:51","slug":"darwin-e-lornamento","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=1171","title":{"rendered":"Darwin e l\u2019ornamento"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abLa regolazione genetica della forma corporea \u00e8 il pennello con cui la natura porta avanti la mutazione della specie. Alla luce dei suoi concetti centrali di <em>variability<\/em> e di <em>ornament<\/em>, si potrebbe ipotizzare che Darwin si richiamasse a Immanuel Kant, e invece essi provengono dall\u2019ambito delle arti: l\u2019identificazione della bellezza con la variabilit\u00e0 si rif\u00e0 senza dubbio al nesso <em>beauty<\/em> e <em>variety<\/em> tanto caro a William Hogarth. Il concetto di <em>ornament<\/em> vanta notevoli prossimit\u00e0 con gli scritti dell\u2019architetto inglese Owen Jones, diventato celebre grazie al lavoro di pianificazione e realizzazione dell\u2019Esposizione universale del 1851. Nel 1856 egli pubblic\u00f2 <em>Grammar of Ornament<\/em>, una storia onnicomprensiva dell\u2019ornamento in tutte le culture conosciute, destinata a riscuotere un grande successo nell\u2019Inghilterra vittoriana. La seconda parte di <em>La discendenza dell\u2019uomo<\/em>, data alle stampe da Darwin nel 1871, sembra una riscrittura in chiave naturalistica dell\u2019opera di Jones. La tesi secondo cui le forme ornamentali degli animali trovano prosecuzione negli ornamenti della pelle umana risulta ripresa da Jones, considerato che la sua storia del design ornamentale prende le mosse proprio dalle decorazioni del viso rese popolari dai viaggi a scopo etnografico\u00bb<sup>1<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo passo si pu\u00f2 ipotizzare, come in effetti sembra fare Bredekamp, che l\u2019ornamento sia parte della strategia evolutiva degli animali umani, sia dal punto di vista biologico sia da quello sociale o culturale. In effetti, non \u00e8 mai esistita una societ\u00e0 umana che non abbia decorato gli oggetti di cui si serve o gli ambianti in cui vive. Alfred Gell<sup>2<\/sup> afferma che l\u2019ornamento rende gli oggetti pi\u00f9 \u201cviscosi\u201d, facilitando cos\u00ec l\u2019interazione del soggetto con essi e, pi\u00f9 in generale, l\u2019integrazione con altri soggetti con cui interagisce <em>attraverso<\/em> gli oggetti, agevolando la creazione dei legami sociali. L\u2019animale umano non pu\u00f2 fare a meno di creare legami sociali, di una comunit\u00e0, la comunit\u00e0, tuttavia, non \u00e8 spontanea, deve essere creata e necessita di elementi capaci di legare i suoi componenti: codici, segni, simboli, immagini, riti condivisi. In questa prospettiva, l\u2019ornamento si configura come una sorta di interfaccia di base, tanto necessaria quanto, spesso, impercepita.<\/p>\n\n\n\n<p>[N]<\/p>\n\n\n\n<p>1 Horst Bredekamp, <em>Immagini che ci guardano. Teoria dell\u2019atto iconico<\/em>. p. 256<\/p>\n\n\n\n<p>2 Vai alla voce: Decorazione funzionalista. Vedi, Alfred Gell,&nbsp;<em>Arte e agency. Una teoria antropologica.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa regolazione genetica della forma corporea \u00e8 il pennello con cui la natura porta avanti la mutazione della specie. Alla luce dei suoi concetti centrali di variability e di ornament, si potrebbe ipotizzare che Darwin si richiamasse a Immanuel Kant, e invece essi provengono dall\u2019ambito delle arti: l\u2019identificazione della bellezza con la variabilit\u00e0 si rif\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1171"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1171"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1171\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1172,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1171\/revisions\/1172"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1171"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1171"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}