{"id":1124,"date":"2024-04-23T08:11:21","date_gmt":"2024-04-23T06:11:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=1124"},"modified":"2024-04-23T08:11:23","modified_gmt":"2024-04-23T06:11:23","slug":"decorazione-antagonista","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/?p=1124","title":{"rendered":"Decorazione antagonista"},"content":{"rendered":"\n<p>Le pratiche writing si fondano su una sostanziale dimensione ornamentale autogenerativa alla quale si unisce la dinamica antagonista: nello spazio urbano integralmente codificato dalla comunicazione ufficiale e consentita (in primo luogo pubblicitaria e pertanto normativa e unidirezionale) si libera l\u2019energia ornamentale (gratuita, anonima e polidirezionale) che costituisce un\u2019interferenza, o un sabotaggio, alla pianificazione dell\u2019immaginario.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 notato come, all\u2019inizio della modernit\u00e0, l\u2019ornamento abbia subito una dura scomunica perch\u00e9 ritenuto primitivo, degenerato e femmineo per essere quasi totalmente espunto dal nostro orizzonte visivo (quale citt\u00e0 moderna pu\u00f2 oggi accogliere facciate di palazzi decorate e dipinte, o un arredo urbano che non sia rigidamente funzionalista?) \u00abironia del destino \u2013 scrive Faletra \u2013 che vede oggi il ritorno dell\u2019ornamentazione urbana sotto le spoglie del \u201cvandalismo\u201d, del \u201cdelitto\u201d\u00bb dei graffiti. I graffiti, frutto di classi sociali subalterne, di primitive trib\u00f9 urbane e \u00abponendosi oltre il potere simbolico istituito del linguaggio e opponendosi a qualsiasi norma estetica, sono il sintomo di un\u2019alterit\u00e0 sociale irrisolta. Inoltre in questo rifiuto [della societ\u00e0 verso i graffiti] c\u2019\u00e8 da leggere una vecchia sopravvivenza dell\u2019idea di \u201cbuon gusto\u201d borghese, secondo cui esisterebbero \u201carti primitive\u201d o \u201cpopolari\u201d intese come sinonimi di regressione. In questa accezione l\u2019ornamento sarebbe indice di frivolezza, di superficialit\u00e0, una pratica ritenuta per convenzione inferiore all\u2019arte razionale\u00bb.<sup>1<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, cacciato dal discorso culturale all\u2019alba della modernit\u00e0 perch\u00e9 irrazionale, primitivo, popolare, femmineo, antieconomico, disfunzionale&#8230; il decorativo torna ad affacciarsi nella nostra cultura grazie a un movimento creativo che ha trasformato quegli elementi avvertiti come dis-valori lungo tutto il Novecento in una strategia operativa. La pratica ornamentale trova nel razionale contesto urbano il luogo perfetto in cui fiorire in modo rizomatico, clandestino e antagonista, opponendo alla pulizia e all\u2019ordine modernista la sensualit\u00e0 e la libert\u00e0 di un immaginario non conforme e non ottimizzato. Riprendendo le parole di Buci-Glucksmann, possiamo dire che il writing, se guardato dalla prospettiva del decorativo, mostra l\u2019emergere di quella \u00abmodernit\u00e0 pi\u00f9 \u201cintempestiva\u201d, per non dire controcorrente, che si situa in una costellazione di tempi differenziali e rifiuta i grandi dualismi tra arte nobile e arte applicata, tra maschile e femminile, occidentale e non-occidentale, organico e artificio\u00bb<sup>2<\/sup>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura si ritrova cos\u00ec a confrontarsi con una dimensione estetica, creativa ma anche politica e sociale che la mitologia razionalista e funzionalista del modernismo ha tentato di espellere o purgare lungo il corso del Novecento. Una dimensione in cui \u00abUn gesto staccato dalla funzionalit\u00e0 come quello inoperoso dei graffiti, liberato dall\u2019economia della forma estetica, vaga, erra nell\u2019indeterminatezza non di uno spazio, ma di un non-luogo come pu\u00f2 esserlo un muro o una superficie che esiste fuori da una cornice quale presupposto di ogni rappresentazione. Il gesto non produce informazione (messaggio), non produce neanche comprensione (segno), ma se produce qualcosa \u00e8 tutto il resto, ci\u00f2 che non rientra nell\u2019uso utilitaristico, che produce uno scarto, una differenza che non si serve delle opposizioni, poich\u00e9 non scambia con nessun\u2019altra condizione, ma solo con se stesso: in altri termini il resto \u00e8 autopoetico\u00bb<sup>3<\/sup>.<\/p>\n\n\n\n<p>[N]<\/p>\n\n\n\n<p>1 Marcello Faletra, <em>Graffiti. Poetiche della rivolta<\/em>. Postmediabooks, Milano, 2015. pp. 13-14<\/p>\n\n\n\n<p>2 Christine Buci-Glucksmann, <em>Filosofia dell\u2019ornamento<\/em>. Traduzione di Simone Verde. Sellerio, Palermo, 2010. p. 29<\/p>\n\n\n\n<p>3 Faletra, Cit, p. 96<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le pratiche writing si fondano su una sostanziale dimensione ornamentale autogenerativa alla quale si unisce la dinamica antagonista: nello spazio urbano integralmente codificato dalla comunicazione ufficiale e consentita (in primo luogo pubblicitaria e pertanto normativa e unidirezionale) si libera l\u2019energia ornamentale (gratuita, anonima e polidirezionale) che costituisce un\u2019interferenza, o un sabotaggio, alla pianificazione dell\u2019immaginario. Abbiamo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1124"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1124"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1124\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1125,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1124\/revisions\/1125"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1124"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1124"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.danielemonarca.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1124"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}